Cosa fare nelle nostre verdi Valli del Natisone

In questa pagina trovate alcuni dei luoghi più frequentati e punti d'interesse riconosciuti sia dagli abitanti locali che dai viaggiatori di passaggio.

Il Matajur

Il Matajur è una vetta assai frequentata delle Prealpi Giulie non solo grazie alla relativa semplicità con cui ci si accede ma anche per il notevole panorama che si gode dalla cima ed alle interessanti particolarità floristiche che hanno portato alla realizzazione di alcuni itinerari naturalistici. La vetta può essere raggiunta dal rifugio Pelizzo risalendo il facile ed erboso versante meridionale.

Sul percorso si incontrano alcune malghe private per poi raggiungere il Dom na Matajurje, un rifugio dove potersi fermare per un pasto caldo preparato da membri della Planinska Družina Benečija, l'Associazione che preserva questo tesoro.

A pochi passi più in su si trova la vetta con la cappella.

Il Colovrat ed il sentiero della pace

La dorsale del Colovrat è composta da una serie di rilievi che si estendono per circa quattro chilometri e divide le Valli del Natisone (Italia) dalla vallata dell'Isonzo (Slovenia).

Nelle belle giornate dal Colovrat si può ammirare a nord-est la valle dell'Isonzo, la conca di Tolmino, il monte Nero ed il monte Tricorno; a sud-est la vista spazia dalle città di Cividale ed Udine alla laguna di Grado, Monfalcone e parte dell'Istria. Sul Colovrat passa il Sentiero della Pace - Poti Miru - Walk of Peace. Un sentiero dedicato ai siti della Grande Guerra dove, per un tratto, si viene accompagnati da poemi ed estratti di scritti di famosi autori legati all'argomento della Grande Guerra come Gadda e D'Annunzio. 

I Prati di Tribil, sul Planino

Il percorso botanico de “I prati di Tribil - Tarbijske planine” è un anello che si sviluppa nel comune di Stregna / Sriednje per poco più di 8 km con un dislivello altimetrico di circa 300 m, attraversa gli aspetti tipici del paesaggio vegetale di un angolo delle Valli del Natisone / Nediške Doline che ancora conserva valori naturalistici di grande interesse e numerose specie protette.

Il santuario di Castelmonte

Il santuario mariano di Castelmonte sorge sulla cima di un monte alto 618 metri sul livello del mare, nella catena delle Prealpi Giulie, a 9 chilometri da Cividale del Friuli, e a circa 25 chilometri da Udine.
Il luogo fu originariamente una postazione militare romana. La fondazione del santuario è probabilmente molto remota, forse dei secoli V-VII.
Tenuto conto che, sin dalla sua nascita, Castelmonte si trovò nella sfera d'influenza del Patriarcato d'Aquileia, caratterizzato da singolare fervore mariano, è verosimile l'ipotesi che soldati romani cristiani della guarnigione di Cividale, o contadini che si erano rifugiati sulla cima del monte, abbiano portato lassù segni della loro fede e della loro devozione in un contesto nel quale il culto mariano s'intrecciava con quello di san Michele arcangelo.

Il Natisone e le sue spiagge

Nasce in Italia, a 415 metri di quota, nelle vicinanze di Prossenicco, frazione di Taipana, al confine tra il Friuli-Venezia Giulia e la Slovenia. Lungo il suo percorso attraversa i comuni di Pulfero e San Pietro al Natisone dove, nel tempo, si sono create molte "spiaggette" dove potersi rilassare al sole indisturbati. Le più ambite sono sicuramente quella di Tiglio e quella di Biarzo e Vernasso.

San Giovanni d'Antro

Raggiunto da Tarcetta il silenzioso borgo d’Antro, che domina il dolce fondovalle percorso dal Natisone, un breve e suggestivo sentiero nel bosco conduce in una decina di minuti alla scalinata della Grotta di San Giovanni d’Antro o Landarska Jama. La grotta è in primo luogo un complesso mondo ipogeo, scavato dal flusso delle acque e snodantesi nel cuore del monte Craguonza per vari chilometri.
Già fortezza inaccessibile durante la dominazione romana, forse la grotta divenne in seguito luogo di culto ariano e poi sede di monaci bizantini in epoca pre-longobarda.

Il Castello di Ahrensperg

Il castello di Ahrensperg si trova in località Biacis in comune di Pulfero.
Dal punto di vista storico, il castello di Ahrensperg riveste un interesse notevole. In direzione nord, in contatto visivo con il fortilizio, vi è il castello di Antro, le cui vicende storiche sono in parte legate quello di Ahrensperg. Entrambi controllavano l’antica arteria stradale che da Forum Iulii saliva verso il Norico, e costituivano un vero e proprio sistema fortificatorio, assieme ai vicini castelli di Urusbergo e Zuccola (distrutti nello stesso anno) e Gronumbergo, posizionato sull’altra riva del Natisone.

Il riparo di Biarzo

A cento metri a nord di Biarzo, tra l'alveo del Natisone e la scarpata del sovrastante terrazzo fluviale, ai piedi della scarpata rocciosa si apre una piccola caverna. Il riparo di Biarzo venne scoperto da alcuni speleologi nel 1976 ed in seguito, nel 1982, fu condotta una campagna di scavi che riportò alla luce reperti risalenti ad un periodo compreso fra il Paleolitico superiore ed il Mesolitico (circa 13000-10000 a.c.).
A quell'epoca la caverna era molto più ampia di quella attuale e veniva utilizzata, durante la brutta stagione, da cacciatori e raccoglitori preistorici, che, finito l'inverno, tornavano a migrare verso i pascoli alpini. All'interno del riparo sono stati rinvenuti numerosi strumenti in selce, arpioni in osso, monili, e sopratutto i resti delle prede di cui si cibavano gli abitanti della grotta.

Le cascate di Kot

Un grande cartello indica l'inizio del sentiero illustrandone la storia e le particolarità naturalistiche. Il breve ed interessante percorso è stato predisposto dal CAI sottosezione Val Natisone nel 2012 e si sviluppa per 600 metri lineari con un dislivello trascurabile. Date le sue caratteristiche di semplice passeggiata, può essere visitato al rientro da escursioni più impegnative oppure può essere la meta di una piacevole uscita familiare.
L'inizio del sentiero si raggiunge passando San Leonardo. Dal paese proseguire brevemente in direzione Altana e Castelmonte, al primo tornante troviamo il cartello con le indicazioni per il sentiero delle cascate. C'è un piccolo parcheggio nei pressi.

I castagni secolari

Esistono almeno tre castagni sicuramente secolari. Il più grande e il più vecchio si trova tra Altana e Castelmonte. È ancora in ottima salute, molto vigoroso, un monumento vivente.
Il secondo castagno, quello di Pegliano, è più facilmente reperibile e ben segnalato, essendo conosciuta meta turistica e simbolo della festa del castagno che si tiene in autunno a Pulfero. Il terzo maestoso castagno si trova nei pressi di Tribil Superiore, sulle pendici del monte Maddalena (Sveta Lena) e fa parte di un "Parco dei Castagni" che viene spesso attraversato da escursioni e passeggiate organizzate nel periodo autunnale.

Le 44 Chiesette Votive delle Valli

Raggiungere queste chiesette, meglio se in modo “lento”, a piedi, in bici o a cavallo, permette di immergersi nella cultura materiale e spirituale del popolo della Slavia Friulana. Attraversando il territorio, spesso su irti versanti, si può capire la durezza del lavoro dei valligiani di un tempo, ma scorgendovi i terrazzamenti artificiali e i segni della intensa umanizzazione di queste montagna si potrà anche capire quanto preziosa fosse questa terra, pur se a ingrata e poco produttiva, per la sopravvivenza delle comunità locali.
Recentemente è stato organizzato un vero e proprio cammino che, con 10 tappe giornaliere, passa presso tutte le chiesette censite.

I percorsi della Grande Guerra

Da Castelmonte al Monte Matajur, passando per Monte Špik, Monte San Giovanni, Tribil Superiore, Monte Hum, Clabuzzaro, Passo Solarie, Monte Kolovrat, Topolò, Monte San Martino, Polava, GRANDE GUERRA NATISONE propone un percorso di eccezionale interesse storico e naturalistico, nel cuore delle Prealpi Giulie, a cavallo del confine italo-sloveno.
Il tracciato immerge l’escursionista nel teatro della battaglia di Caporetto consentendo di rileggere sul campo i tragici eventi bellici del 24-27 ottobre 1917, anche grazie agli irripetibili punti panoramici sull’Alto Isonzo, sul Massiccio del Monte Nero, sull’Altopiano della Bainsizza, sulla Slavia Veneta e sul Cividalese.

I Musei delle Valli del Natisone

Sparsi per i paesini delle Valli, sono stati creati diversi musei del territorio, ossia dedicati a preservare quella che era la cultura e le usanze una di una volta. Alcuni dei più noti sono: il Museo Raccaro di Biacis, la Casa Rurale di Drenchia, il Museo del fabbro e il Museo del Matajur a Masseris ed il Museo Storico Balus di Stregna. Al loro interno troviamo oggetti di vita quotidiana di una volta, costumi ed abbigliamenti tradizionali ma anche divise e artiglieria risalente alla Prima Guerra Mondiale.

altre Associazioni attive sul territorio

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